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Interramento Rho-Monza:Considerazioni dal comitato dei cittadini


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Come anticipato nel post precedente, abbiamo ricevuto da Ferruccio Porati, portavoce del Comitato dei Cittadini per l’Interramento della Rho-Monza, alcune considerazioni sull’incontro dell’altra sera, che ovviamente pubblichiamo immediatamente.

Buongiorno a tutti.

Ieri sera, come ampiamente annunciato, abbiamo assistito alla presentazione dell’elaborazione di un’ipotesi di progetto di interramento della Rho-Monza portata avanti unilateralmente dal gruppo dei costruttori. Molti i soggetti in gioco, rappresentati dall’ing. Formichi, per conto di Proiter, cioè coloro che costruiscono le autostrade; l’ing. Pizzarotti, cioè colui che rappresenta il costruttore del tunnel e la movimentazione terra; la provincia di Milano nella persona dell’assessore De nicola, altri soggetti, fra cui la ragazza (di cui non ricordo il nome) che ha presentato quella strana analisi ambientale su rumori ed inquinamento.

Questo schieramento, letto così, è una vera corazzata.

Dall’altra parte c’erano coloro che hanno recepito la rappresentazione ieri sera, cioè noi del comitato, l’amministrazione ed i cittadini presenti alla riunione.

Ho preso qualche appunto, anche se un lavoro più approfondito lo potremo fare quando quella documentazione (già data al ministero, fra l’altro) sarà resa disponibile al nostro Fabrizio.

Le cose positive che ci vedo sono poche:

1) la conferma che interrare si può;

2) le parole di Bogani in apertura sull’intenzione dell’amministrazione di procedere sulla strada dell’interramento e l’accenno al reperimento delle risorse;

3) anche quell’accenno fatto dal sindaco sulla possibilità di non realizzare proprio nulla è qualcosa che non dobbiamo dimenticare;

4) l’apertura iniziale di Fabrizio che richiedeva il tavolo per il reperimento delle risorse, accennando anche al piccolo percentile (1%) relativo al caitolo di spesa delle opere accessorie per EXPO 2015.

Dopodichè iniziano le perplessità, a partire dalle parole dell’assessore De Nicola che ha accennato al dovere di combattere l’inquinamento acustico ed atmosferico (già, ma come ??!?). Ha fatto anche un pò sorridere la platea il suo accostamento alle novità, parlando del fatto che “l’uomo è andato sulla luna” (è vero: ma è una cosa vecchia di 40 anni fa, però… ).

Poi è iniziata la presentazione, diretta dall’ing. Formichi e dall’ing. Pizzarotti (spero di non aver storpiato i nomi, nel qual caso chiedo venia). Abbiamo visto tre metodi di perforazione con costi al KM varianti fra 50 e 75 milioni e, cosa molto più preoccupante, tempi di esecuzione del foro, che, senza intoppi, variano da 41 a 64 mesi. Già questo deve far suonare un campanello di allarme, perchè se è vero come è vero che questa opera è legata ad EXPO, dovremmo iniziare a scavare già da stamattina per sperare di realizzarla in tempo.

Quindi il primo messaggio che ci vedo qui è CHE IL TEMPO E’ GIA’ TIRANNO…

Tralasciando tutte le implicazioni che ci sarebbero sui flussi di traffico, il movimento degli autocarri per il cantiere, le questioni degli studi di complanari, etc. etc., alla fine i costruttori presenterebbero un conto sulla nostra tratta padernese di incremento costi pesantissimo. E QUI FAREBBERO PASSARE IL MESSAGGIO RELATIVO AGLI EXTRA COSTI INGESTIBILI a loro dire.

Le analisi ambientali illustrate dalla consulente (di cui non ricordo il nome) hanno evidenziato delle parzialità cioè solo dei dati negativi. Questo è stato il motivo del mio intervento che, sebbene non avessi diritto di parola, mi sono sentito in dovere di fare, perchè chi assiste (e mi pare di capire che il pubblico ha recepito quello che volevo dire) ha il diritto di capire e non deve essere fuorviato. Aver evidenziato su di una tabella e su di un grafico che all’imbocco del tunnel ci sarebbe un inquinamento pazzesco è vero nel caso in cui non si faccia nulla per trattare l’aria. Però è altresì vero che non si può parlare di un progetto di interramento così importante senza considerare come intrappolare i flussi di aria al proprio interno per convogliarli agli opportuni filtri di depurazione. Quale occasione migliore per pulire l’aria in condotto e non in dispersione atmosferica?

Inoltre è inaccettabile anche la tesi che dice: “tanto siete in ambito urbano, non è vero che un’altra infrastruttura stradale deturpa alcunchè”. E’ quello il motivo per cui ho ribattuto dicendo ironicamente: “siccome l’ambiente è un letamaio, allora buttiamoci sopra altra spazzatura!”.

Senza considerare tutto quello che va fatto, il messaggio che ci vorrebbero convogliare è che, dal loro punto di vista, la soluzione in tunnel sarebbe PEGGIORE di quella in aria libera e che tanto, essendo già tutto pesantemente inquinato, quest’aggiunta non sarebbe significativa. Alla faccia del rispetto per le persone residenti!

Quindi, secondo me, il lavoro di ieri sera non è una semplice disamina tecnica, ma è un lavoro che vuole dire che è meglio il progetto preliminare col ponte e lo scatolone di plastica della galleria fonica. Cioè siamo tornati indietro di un anno e mezzo.

E questo non lo possiamo accettare anche alla luce della realtà delle realizzazioni in tunnel in atto, come quella dei nostri vicini di Monza, in cui il fenomeno inquinamento è stato il perno centrale delle loro ragioni vittoriose. Inoltre non dimentichiamoci che ieri sera l’ing.Formichi ha accennato alla possibilità di allungare la galleria fonica. Ma se la galleria fonica è una scatola chiusa ed aperta solo alle estremità, non è vero che anche in questo caso, gli sfiati dei gas combusti sono tutti automaticamente convogliati verso le estremità? E allora che differenza ci sarebbe con quanto da loro evidenziato per le estremità di uscita del loro tunnel?

Dobbiamo riprendere ad incontrare la gente e riuscire a fare un incontro in cui sono presenti anche i nostri vicini monzesi del comitato san Fruttuoso 2000, che ci vengano a raccontare la loro storia e di come hanno chiuso nell’angolo le argomentazioni dei costruttori di strade. La cosa fondamentale è che la soluzione per la città non può essere ritornare al progetto preliminare, quello stesso progetto che il buon Minotti ci definì in assemblea, un anno e mezzo fa, “afflitto da evidenti criticità”, proprio a Paderno. Le criticità vanno risolte, non riproposte. E se non c’è soluzione praticabile, allora si dia corpo a quanto detto dal sindaco Alparone, cioè non si faccia nulla.

A presto.

Ferruccio Porati

1 commento a “Interramento Rho-Monza:Considerazioni dal comitato dei cittadini”

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  1. andrea favrin il 19 apr 2010 alle 08:45 ha detto:

    Dopo aver assistito alla presentazione di ieri sera, l’impressione è che l’unica obiezione fondata alla proposta di interramento sia quella legata al reperimento dei fondi.
    Il sindaco ha detto che lo studio di fattibilità è stato condotto da professionisti qualificati e seri ed io non lo metto in dubbio; mi rimane però difficile credere che a livello di inquinamento acustico e atmosferico le due soluzioni siano quasi equivalenti, come pure che la realizzazione della soluzione interrata avrebbe ripercussioni così devastanti per la viabilità locale ( via roma e via camposanto +100% di transito?!?).
    A me pare che l’accenno del sindaco alla possibilità che si possa lasciare tutto così com’è non sia nemmeno da prendere in considerazione: a prescindere dalle esigenze legate all’expo 2015, il traffico veicolare dell’hinterland nord di Milano ha bisogno come il pane di collegamenti est-ovest ; pensiamo a quale enorme beneficio abbia portato la realizzazione del “peduncolo”: per la velocità e facilità degli spostamenti, certo, ma anche per la vivibilità di quei paesi (paderno-cusano-cinisello-muggiò-sesto), che prima dell’apertura della “tangenziale Nord” vedevano transitare nei proprii centri abitati migliaia di veicoli al giorno.
    A mio avviso, pertanto, la riqualificazione della Rho-Monza è necessaria; le istituzioni però devono rendersi conto che la soluzione prospettata nel progetto preliminare non solo è nociva per la salute dei cittadini di Paderno Dugnano e deleteria per la qualità della vita del nostro comune, ma è anche una soluzione che nascerebbe già vecchia ed inadeguata. In un territorio fortemente urbanizzato come il nostro la parola d’ordine non può che essere “utilizzare il sottosuolo, per vivere bene in superficie”; un’occasione importante ce la siamo giocata con il mancato interramento delle ferrovie nord; è un errore che questa volta va assolutamente evitato.

    Andrea favrin

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