Paderno Dugnano:E se per iniziare il PGT si introducesse il questionario partecipativo?
Giovedì, 26 Novembre 2009
Dal post pubblicato da Carlo Arcari su Padernoforum (qui) e dalla valanga di commenti che ha generato, è emerso chiaramente che il questionario proposto dall’attuale giunta per conoscere l’opinione dei cittadini e quindi usarla per indirizzare la stesura del famoso piano ha suscitato fondamentalmente un paio di obiezioni antitetiche:
1) il Primo Cittadino Marco Alparone NON ha in mente un piano preciso e quindi cerca di farsi dare qualche idea dagli altri
2) il Primo Cittadino Marco Alparone ha perfettamente chiaro cosa vuole fare e utilizza il questionario (generico? pilotabile? interpretabile?) per investire le azioni già decise del consenso della cittadinanza
In ogni caso leggendo la presentazione del Piano di Governo del Territorio sul Sito del Comune di Paderno Dugnano ho trovato la seguente frase introduttiva:
“Le principali novità concettuali introdotte dal Piano del governo del territorio riguardano:
la partecipazione dei cittadini: infatti l’amministrazione comunale è tenuta ad informare la cittadinanza quando decide di iniziare la stesura del PGT, e I cittadini o le associazioni di cittadini sono invitati già da questa fase a formulare proposte in merito. La differenza rispetto al Piano regolatore generale sta nel fatto che in quel caso i cittadini erano chiamati ad esprimersi solo dopo la prima adozione sotto forma di osservazioni al PGT già adottato.”
Ora, partendo dal presupposto che nessuna delle due ipotesi sopra descritte rappresenta un bene per la cittadinanza e che la frase che ho riportato qui sopra mi sembra abbastanza chiara, forse sarebbe il caso di invertire la tendenza. Mi spiego meglio. Se il Sindaco non ha ben chiaro dove vuole andare a parare e aspetta che sia la cittadinanza a suggerirglielo, allora forse il questionario per come è concepito non rappresenta il documento migliore e più utile allo scopo. Se invece ha già le idee chiare a me non piacerebbe perdere tempo a compilare un documento di ‘facciata’.
Partirei quindi dalla novità espressa nella presentazione della redazione del PGT dove viene espressamente indicato che: “… I cittadini o le associazioni di cittadini sono invitati già da questa fase a formulare proposte in merito“.
Grazie al cielo il Web prevede strumenti adatti allo scopo. Ancora una volta mi pongo il dubbio già espresso (qui) che Marco Alparone e buona parte dell’attuale giunta abbia una certa estraneità con la realtà informatica. Comunque sia, vi sono almeno tre Blog di diverso orientamento e vi sono strumenti che danno la possibilità di gestire sondaggi.
A questo punto sarebbe interessante e credo veramente democratico organizzare congiuntamente una prima fase durante la quale i cittadini identificano le domande o gli approfondimenti o i dettagli che effettivamente si sarebbero aspettati di trovare in un questionario come quello proposto dal Comune, o comunque domande che secondo loro non possono non essere previste da un questionario che si prefigge lo scopo affidatogli. Successivamente, in base all’analisi delle proposte (pubbliche e costantemente visibili sui vari siti - compreso quello dei Padernesi) dare vita a un questionario alternativo, non calato dall’alto ma proposto dal basso. Alla fine, grazie alla possibilità di gestire sondaggi online possiamo anche dare a tutti la possibilità di votare.
Tornando alle due ipotesi iniziali ritengo che l’iniziativa potrebbe sicuramente rispondere in modo più preciso e dettagliato alla prima, indicando di cosa effettivamente i cittadini sentono maggiormente il bisogno. Per quanto riguarda la seconda ipotesi, se i risultati ottenuti dal sondaggio online si discostano nettamente da quelli comunicati dalla giunta dopo lo spoglio del questionario ufficiale, allora c’è qualcosa che non torna e che meriterebbe adeguate riflessioni. Non so, è un’idea. Se ritenete possa rappresentare l’embrione di un’iniziativa significativa discutiamone.In assenza di quello che era il bilancio partecipativo accontentiamoci dell’unica cosa disponibile…il questionario partecipativo.
4 commenti a “Paderno Dugnano:E se per iniziare il PGT si introducesse il questionario partecipativo?”
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Caro Massimo, quando io dico che Alparone non ha un progetto di città non faccio altro che una constatazione. Il mercato rionale, il palazzetto dello sport, il Piano estetico degli edifici, la metropolitana: ma il PGT non è una lista della spesa di piccole realizzazioni e di sogni impossibili perché non dipendono da noi. E’ un documento strategico di indirizzo dal quale deve emergere il futuro sviluppo della città basato sulle sue risorse. E’ cioè un piano che si può disegnare a partire da due tre idee forza, non da un elenco di oggetti slegati l’uno dall’altro che rispondono a questo o quel bisogno locale.
Il PGT di Milano ad esempio ne ha quattro: mobilità, verde, servizi, riduzione dell’edificato/ densificazione. Il tutto si traduce in: infrastrutture di mobilità integrate (10 linee del metro in 20 anni) che consentano di raggiungere ogni altro punto della metropoli in 30 minuti con fermate a max 500 metri da ogni abitazione; 30 metri quadrati di verde per abitante (il doppio della quota attuale) ricavati dalle aree dismesse; un servizio di base a non più di dieci minuti da casa, una percentuale di edificato ridotta dall’attuale 73% al 65% ottenuta costruendo in altezza e liberando terreno.
Questo è un piano territoriale che si può discutere perché nasce dall’analisi delle risorse esistenti e da una strategia che parte da quelli che sono i bisogni fondamentali che la città deve soddisfare per crescere. Un piano che proietta un disegno di sviluppo futuro molto chiaro: mobilità, ambiente urbano, qualità dei servizi, qualità del costruito.
Che cavolo di futuro proietta il PGS di Alparone? I negozi di vicinato? la manutenzione dei marciapiedi? il mercato ambulante di quartiere? Quando il divario di linguaggio e di competenza è troppo grande il dialogo non può esistere. Risparmiamo le forze per quando torneremo al governo. 5 anni in fondo passano presto.
Carlo è stato chiarissimo e condivido la sua opinione, compilando il questionario ti rendi conto della mancanza di una visione di città che guarda al futuro. La Regione e Milano ci hanno rotto i santissimi con l’Expo fino a qualche mese fa ed ora non si sente più nulla, sembra che questa amministrazione sia già scesa dal treno che ci porta all’evento del 2015 con idee innovative e attraenti per turismo e commercio sul nostro territorio. Mi viene il sospetto che la visone della città che aveva la passata amministrazione legata alla cultura, al verde, alla mobilità dolce al patto del Nord Milano era troppo “avanti” per essere compresa oppure troppo scomoda politicamente per condividerla.
Ma riusciranno i nostri eroi a consegnare ai cittadini il PGT entro nei tempi previsti? Il questionario + il bilancio partecipativo non aveva già dato un’idea delle richieste e problematiche dei cittadini?
Cordiali saluti
Andrea
Avete perfettamente ragione. Purtroppo, ho letto la posta arretrata del blog solo dopo aver pubblicato questa proposta, prendendo coscienza del fatto che purtroppo questa giunta è allo sbando e indifendibile. Siamo arrivati alla censura
Una giunta che di preoccupa più del gonfalone in trasparenza su un sito blog e dimostra di dar retta al primo che capita, come può convincere di avere le idee, l’apertura mentale, lo stile, la capacità, l’estro per dar vita a qualche progetto organico, armonioso e avveniristico? Se nonostante tutta la buona volontà sono riusciti a deludere anche chi come me li aveva sostenuti, non posso che dare nuovamente ragione a Carlo. Se in pochi mesi come ho avuto conferma, come il sottoscritto sono riusciti a perdere parecchi sostenitori (non fanatici ma sostenitori), allora difficilmente tra cinque anni (ormai 4 e mezzo) riusciranno a restare dove sono. Speriamo solo che nel frattempo non facciano terra bruciata.
Massimo Negrisoli
SOTTO IL VESTITO NIENTE (titolo di un film anni ‘80)
Sulla perdita di consensi invece ho dei dubbi, perchè è propri qui che questa amminitrazione sta puntando: intervenire sui problemi o scocciature che i cittadini percepiscono maggiormente: l’arredo urbano, i parcheggi, lo spazzino di quartiere, le ronde, gli estracomunitari, sviluppare manifestazioni sportive, sagre, i giovani etc…
Buona parte sono tutti progetti ed interventi condivisibili che la passata aministrazione non è riuscita a realizzare in toto, ma quale tipo di città avremo tra 5 o 10 anni?
Le grosse e medie imprese stanno sparendo e con esse i posti di lavoro, gli artigiani sono in difficoltà, il verde pubblico è una conquista da espandere e mantenere, la viabilità sarà sconvolta dalla Rho-Monza e soprattutto come ci collocheremo nel contesto geografico rispetto alla Provincia di Milano e quella della Brianza? Saremo oppressi e subiremo le loro decisioni oppure sapremo essere dei partner importanti ed affidabili?
Questo risposte le può dare il PGT, speriamo che la maggioranza dei cittadini sapranno comprenderlo e giudicarlo in una visione futura senza accontentarsi di avere solo il proprio quartiere pulito, tranquillo e sicuro.
Andrea